Alexandra Fischer – Bagaglio a mano

Brevi momenti, attimi di vita, tre destini che si incontrano ancora durante un viaggio in aereo. Una fotografia regalata a Racconti in Cassetta da Alexandra Fischer.

 

Siamo saliti in aereo, tutti e tre.

Da adesso, la Malaysia non ci sembra così lontana, dal momento che abbiamo scelto la Malaysian Air Lines.

Ribièz è stato subito d’accordo con me.

– Perlomeno ci abitueremo subito alla lingua. È vero che parlano tutti inglese?

– Certo.

Milio si è messo a ridere.

– Dovrai sgolarti, nei negozi. Non ti sei portata molto.

Ho alzato le spalle.

– Proprio quello che voglio, far parte del colore locale.

Ribièz ha sbadigliato, ma la stanchezza non gli ha impedito di farmi una delle sue solite battutacce: – Dì piuttosto che sei la solita sbadata. Al posto dei vestiti hai preso la guida di viaggio, i cosmetici e basta.

Mi difendo come posso, indicando il suo borsone sotto il sedile: – E tu, cosa ci hai messo dentro? Qualche matita, un paio di albi, inchiostro di china.

Si volta dall’altra parte.

Milio gli sussurra: – Posso?

Nessuna risposta, quasi si fosse addormentato di botto.

– Queste le prendo io.

Si impadronisce del pacchetto delle arachidi, e ne inghiotte una manciata quasi senza masticare.

– Graz…uhm, buon…

Gli tendo il succo di arancia.

– BURP. Ci voleva. Dici che ci lasceranno portare a casa un barattolo di satay?

– Credo di sì. Informati alla dogana. Intanto, pensa a gustarla su un bel piatto di pollo e riso nel quartiere cinese. Previa visita al tempio dei segni zodiacali. Milio, scettico: – Un oroscopo del viaggio, no, già che ci siamo?

– Magari. Vuoi sempre vedere Sarawak?

– Sì anche se per nave è scomodo.

L’aereo rovinerebbe l’atmosfera del fumetto che ha in mente; un eroe che deve molto al James Brooke delle lettere.

Indico Ribièz: – Lui ha accettato di farti da vignettista?

– È rimasto ancora alle copertine di Pipein Gamba. Mi sa che crede che i pesci di qui siano come quelli.

Ridiamo pianissimo.

Conoscendolo, deve essersi addormentato.

E questo è ancora nulla, rispetto al jet lag che ci aspetta.

Io sussurro: – Forse il suo tratto si adatterà a un Sandokan con cellulare e computer portatile.

– Zitti voi due. Mi comprerò le marionette del teatro delle ombre, e vedrete che fumetto.

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