Racconti in Cassetta, le origini

Lèzere intorno nasce perché voi ci parliate di voi. Eppure inaugureremo la sezione con noi che parliamo di noi. Perché? Beh… perché fondamentalmente siamo eccentrici, egocentrici, egoisti. Siamo amici scrittori che non hanno mai visto la penna. Ci meritiamo allora un esordio come questo. Divertitevi, perché Racconti in Cassetta sta per tornare!

 

Cartacce impilate, ingiallite, ammuffite; libri del bisnonno, del prozio. Carte fresche di stampa, volumi ancora intonsi e incelofanati; regali non scartati. Non ci si ha spazio per muoversi in questa stanza dove accolgo me stesso, sotto la calda luce di un abat-jour che cerca di contrastare il grigiore asfissiante del cielo d’autunno, coperta buia sull’unica apertura al mondo reale. E fanculo a me che pensavo di trovare il sole al mio ritorno in Sardegna, vittima già delle dicerie continentali. Mi sorprendo a piangere.

– Perché quelle lacrime?

Mi volto a guardarmi, con una manciata di fogli in mano in cui svettano tabelle pietose.

– Una merda, Filippo, una merda!

– Icché sono? I tassi di lettura?

– Icché? Bah… comunque eja, sono i tassi di lettura. Pietosi. In Italia più di una persona su due non ha letto nemmeno un libro nell’ultimo anno.

– E che ti devi mettere a piangere per questo? Allora aveva ragione quella pigna in culo di nostra conoscenza, sei proprio uno sfigato!

Il ricordo mi fa salire la violenza, butto a terra stampe su stampe, corro dietro gli anni passati e ritrovo la mia cara edizione de Il Signore degli Anelli, una mattonata da cinque quintali che mi tiro in testa.

– Ahia! Oh ma sei scemo!?

– Sono un idiota… – Piagnucolo, mentre mi massaggio il capo. – Certo, se poi tutti quelli che han letto solo un libro nell’ultimo anno avessero letto un’opera come quella di Tolkien le cose non sarebbero poi così tragiche… ma il trend non parla di elfi e orchi… quanto di cucine… tra Carlo Cracco e Antonella Clerici non so più dove mettere le mani.

– La situazione è tragica.

– Dobbiamo far qualcosa.

– Devo far qualcosa!

– Scriverò una lettera a babbo natale e gli esporrò i miei desideri!

– Come babbo natale, ma sei scemo!?

– Sono scemo, sì. – Singhiozzo.

– Però l’idea della lettera è interessante…

– Cioè?

– Cioè si potrebbe mandare una lettera a ogni italiano, spronandolo a leggere.

– E infatti io sono la banca d’Italia, anzi sono Silvio Berlusconi, guarda! Abbassa un po’ l’asticella, bellino.

– A qualche italiano…

– Ecco bravo. Però la lettura non si impone, che vuoi spronare… Mi hai fatto venire un’idea migliore. All’italiano medio faremo trovare nella sua bella cassetta delle lettere un bel racconto, o una poesia. Così gli entreremo in casa a poco a poco, piano piano, sottovoce.

– O Marzullo!

– O Fava!

– Però l’idea mi piace… La chiamerò Racconti in Cassetta. In fondo stiamo aumentando le possibilità che le persone vengano a contatto con la lettura… Sai. Magari scoprono che pure gli piace.

– O magari useranno quel bel foglio A4 per pulirsi il culo.

– Almeno lo usano.

– Almeno ci abbiamo provato.

– E abbiamo smesso di piangere sul latte versato.

– Rimboccati le maniche allora. Che non porteremo la pace nel mondo, ma magari riesco a far leggere un mio racconto a nonna!

– E sì, devo dire che i miei racconti sono fatti a posta per le nonne. Sopratutto quello in cui dico che vorrei ritornare nella vulva di mia madre.

– Delicato direi…

– Proviamo con questo allora:

Lei sogna in rosso

«E se credi che tu sia l’unico uomo sulla faccia della terra, ha! sei un illuso!»
La banalità non ha mai voluto risposta. Sporca e dolorosa come un aborto al fil di ferro. L’infezione ha corroso il sangue che ti si è coagulato in gola, strozzando le parole in un singulto muto.
«Credi forse che ho avuto problemi a scopare qualcun altro, credi che in tutto questo tempo io sia rimasta ferma a pensarti?»
Sai bene che la risposta è un semplice «Sì.» Hai sempre fatto finta di non sapere: ti piace subire gli affondi. Con il primo ti ha tagliato le palle. La verità è che non sei mai stato tu la vittima.
Lei sta là, protesa fuori dalla finestra a osservarti nel tuo eterno passare sotto la sua vita. Il tuo passo pesante le scuote le viscere, le toglie il terreno dai piedi. La caduta è veloce, ma ormai alle tue spalle. Il sangue che le impregnava i sogni, ora le sgorga dal cranio: macchia l’asfalto e il tuo culo indifferente.
Non è stata in grado di trovare un uomo migliore di te… Nonostante te.

– Sì, sì… proprio un racconto per le nonne!

– Se dobbiamo convincere le persone a leggere usando i miei racconti siamo freschi. Ascolta, Filippo, alza il culo che andiamo a cercare scrittori più adatti!

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