4 Autori in cerca di alcool

“Nel frattempo, in un sobborgo sperduto nel cervello di Claudio, quattro autori di fama internazionale cercavano una bottiglia di rum per festeggiare il loro anniversario.”

-No, così non va Francesco!
Ma che racconto è questo?! Non c’è trama, sviluppo, cosa si dovrebbero dire questi quattro tizi… Che poi, chi li legge più i libri, chi ascolta musica che non sia quella di Lady Garga, eh?

-Lady Gaga Signor Morinzi.
Io non sono del tutto d’accordo. Sono giovane anche io, eppure ascolto ancora De Andrè e Jim Morrison, poi Oscar Wilde è stato un personaggio molto colorato, per non parlare di Borges… Che storia. Per me la gente potrebbe interessarsi ad un dialogo tra i quattro, la prego, continui a leggere.

-“…per festeggiare il loro anniversario.”
No, scusa, che anniversario?

-La giornata di “Tutti i Morti”.

-Ma non è nemmeno una festa! Ma poi chi cazzo è Claudio?
No, Francesco questa è una stronzata, senti, non farmi perdere tempo e soprattutto altri gradi alla vista, COSA CAZZO SI DOVREBBERO DIRE QUESTI PERSONAGGI?

-Beh, parlerebbero delle cose che hanno in comune, ad esempio  De Andrè e Jim Morrison vengono riconosciuti principalmente come cantanti ma sono stati anche autori e poeti, il che li accomuna a Borges e Wilde.
Immagino Jim Morrison che se la ride perché la maggior parte dei quindicenni che ancora non hanno scoperto il sesso, s’impegna a scrivere i suoi aforismi nel diario di scuola con la miglior calligrafia insegnata loro dalla maestra delle elementari.
Oppure, credo che Oscar Wilde potrebbe parlare di come fosse considerata l’omosessualità nell’Epoca Vittoriana, magari leggendo degli estratti delle sue lettere spedite al fidanzato minorenne mentre si trovava in carcere.

-Mmh, e De Andrè che direbbe?

-Direbbe che suo figlio dovrebbe smettere di cantare le sue canzoni, poi si alzerebbe nel bel mezzo della discussione per proporre ai tre di fare una bella gitarella in Sardegna, “Cannonau per tutti!”, ma colto dalla nostalgia ricadrebbe pesante sulla sua sedia, ricordando che un tempo, aveva sperato che la Sardegna fosse il paradiso.
A quel punto tutti e quattro inizierebbero a parlare di ciò che immaginavano fosse il paradiso quando ancora erano in vita: Borges racconterebbe un passaggio del suo libro, “Il libro di Sabbia”, dove incontra sé stesso in punto di morte, Morrison direbbe che avrebbe sperato in una nuova reincarnazione, un po’ come quando l’anima di quell’indiano entrò dentro di lui e Wilde, sarcastico, direbbe che una vita gli è bastata e pure avanzata.
Poi racconterebbero altri aneddoti sulla…

-Lu, Luca! A che pensi? È tutto il viaggio che non dici una parola, hai intrapreso una relazione con il finestrino?

-Ho avuto un’ispirazione… Senti un secondo, un ragazzo che va dal suo editore e gli propone di raccontare un dialogo in paradiso tra Jim Morrison, Oscar Wilde, Fabrizio De Andrè e Borges, che ne pensi?

-Penso che dovresti scriverlo subito, lo sai che hai una memoria di merda.

 

Giulia Rizzo

 

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