Sogno di vita

Sogno di svegliarmi, un giorno, che forse è già passato, e non me ne sono reso conto perché impegnato a fare cose che non volevo fare, ma ci sono costretto, ma spero di averle fatte per poter raccontare qualcosa quando fuori dal sogno incontrerò delle persone, magari non addormentate, ma sveglie come me, ma chi sono io, forse uno sveglio svegliatosi nel mezzo di un sogno ancora più confuso e strano? Come possiamo dire di non sognare momento per momento, se nel sogno non mi accorgo dello stesso sogno, nemmeno in vita potrei accorgermi della vita, e le due cose potrebbero fondersi ed essere la stessa cosa, inseparabile ed indissolubile. E quindi, così come la vita e la morte si fondono insieme in quell’ultimo estremo istante vitale, tutto ricomincia e finisce nel momento in cui un essere si convince di svegliarsi, o di ricominciare un altro sogno. Allora dove sta quel confine, quel momento in cui è possibile distinguere non solo una delle due cose, il nero o il bianco, non tutti e due e non nessuno, ma solo Uno, la Totalità, l’Universo, la Verità, il Dio e la Dea uniti; quel limite estremo che a raggiungerlo si morirebbe pur solo percependolo, e oltrepassandolo si rivive completamente. E forse, no, non è possibile rimanerci per solo più che un attimo di piena vita, perché non sarebbe così sfuggente e caro al nostro spirito. Forse, solamente comprendendo pienamente il nostro essere, potremmo riunirci in quel punto focale, Madre e Padre di Tutto ciò che esiste, matrice del Tempo e dello Spazio, fondatore di ogni spirito e pensiero, Ciò che crea il creato e il creatore e il creante. Quando percepiremo questa possibile realtà dentro di noi, allora, quel punto Zero lo vedremo infinitamente intorno a noi, in ogni cosa. Perché niente è fine, niente è inizio, non c’è vita dopo la morte, perché non c’è vera morte. Non non viviamo perché non moriamo. Tutto si trasforma, niente viene creato e distrutto. Forse, è ora di cambiare semplicemente punto di percezione verso qualunque tipo di teoria mai ideata fin ora. Forse è ora di iniziare a dubitare. Io dubito, di tutto e di me stesso, perché so di non conoscere nulla di questo mondo di mera illusione. L’unica realtà è quella che I miei sensi percepiscono quando il mio spirito, la mia mente, il mio corpo, operano come un unico e perfetto motore, una cosa che spiegarla a parole è impossibile, nulla, come spiegare un sogno, che è perfetto, così perfetto che non si riesce a distinguere dal mondo vero. Ed è quando percepisco la realtà che sento di essere vivo, e risorgo, perché smetto di essere morto.

Mirko

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