Walter Lazzarin, intervista per strada

Tac tac tic, wrooom. Tac tac tac tic.

Firenze te la godi quando il sole riesce a vincere le nuvole e illuminare i vicoli stretti, i palazzi, le mura e le torri; in quei momenti riesci a cogliere i particolari, i disegni sui cartelli stradali, grandi orecchie che ti ascoltano nascoste tra le nicchie. Eppure, ne sono convinto, quel dettaglio l’avrei notato anche sotto la pioggia e il grigiore che mi fanno sentire la mancanza del mio mare. Perdevo tempo camminando verso piazza dei Ciompi, quel giorno, quando vidi un uomo smilzo accovacciato su una macchina da scrivere. Tic tac tac tac tic wrooom. Batteva sui tasti in maniera forsennata, per poi alzare lo sguardo, ogni tanto, e sorridere ai passanti: alcuni si fermavano a parlarvi. In quell’istante lo riconobbi, pochi giorni prima avevo letto un articolo proprio su di lui… sì lui: Walter Lazzarin!

Non persi tempo, sotto il porticato vittima di una ristrutturazione di dubbio gusto, gli piantai un microfono in bocca.

Ciao, Walter. Presentati agli amici di Lèzere!

Ho 34 anni e sono veneto. Sto perdendo capelli ma acquistando cose belle da fare.

Hai girato l’Italia sedendoti in mezzo alle strade, alle piazze, per scrivere e regalare piccoli racconti in tautogramma ai passanti. Il tuo scopo era quello di promuovere te stesso e il tuo libro appena pubblicato (Il Drago Non Si Droga). Ma il tuo progetto implicitamente va a promuovere la lettura. Eri cosciente di questo quando hai iniziato il tuo viaggio?

Sì. Non ero consapevole invece di quale avventura avrei affrontato sul piano umano. Ho conosciuto un sacco di persone, molte delle quali mi hanno aperto le porte delle loro case, mi hanno offerto un letto in cui dormire pur di ospitarmi nella propria città: mi sono fatto amici in ogni regione d’Italia.

Parliamo proprio dell’Italia, allora. Nel nostro paese meno di un italiano su due ha letto un libro nell’ultimo anno. Tra i lettori, la maggior parte ha letto appena un libro in dodici mesi. Qual è la tua opinione? Pensi che si debba o possa far qualcosa per promuovere la lettura?

La gente legge e scrive come mai prima. Facebook, Twitter, blog di vario tipo: ormai siamo sempre lì a leggere e commentare qualcosa. Purtroppo sta calando la qualità media di quanto leggiamo, e il motivo è che preferiamo abbassare gli occhi sul testo di chicchessia anziché di un professionista (o presunto tale). L’altro grosso problema è rappresentato dai programmi scolastici: ai romanzi più di attualità si preferiscono ancora sempre i mostri sacri della letteratura, col risultato di spaventare chi li affronta. Leggere, per uno studente, diventa sinonimo di fatica, noia. Più Ammaniti e meno Verga aiuterebbe almeno in parte ad avvicinare i giovani alla narrativa.

Allora dimmi tu, che ne pensi della lettura, perché promuoverla? Ha dei benefici sul singolo, sulla società?

Leggere schiude mondi, apre menti; fa viaggiare, fa sognare. Devo aggiungere altro?

Esiste un luogo comune: in Italia ci sono più scrittori che lettori. Pensi corrisponda alla realtà? In questo caso, come lo spieghi?

No, è un luogo comune che non ha fondamento.

E forse leggere aiuta anche a combattere i luoghi comuni che imperniano la nostra società. Ora mi rivolgo al te scrittore: cerchi di elevare la scrittura da passione a lavoro dei sogni. Perché per te scrivere è importante?

Sul piano interno mi svuota, nel senso che mi fa esprimere l’universo che covo dentro. Sento che così facendo mi sviluppo, costruisco qualcosa che cresce di giorno in giorno. Sul piano esterno mi dà la possibilità di regalare qualche momento di piacere agli altri. Ho sempre avuto la necessità di “intrattenere” chi mi sta attorno; mi sento in colpa quando si è in compagnia e ci si annoia. Se uno sbadiglia, è il momento di raccontare una storia.

Che consigli daresti a chi cova il sogno della scrittura?

Nessuno. Non voglio rivali. (tiè!)

Quei disperati scrittori alle prime armi che vanno a caccia di consigli su internet ameranno questa tua risposta! Infine dimmi: sei diventato famoso insieme ai tuoi tautogrammi, ma di cosa si tratta? Salutaci con un tautogramma!

Creo composizioni costruite con componenti che, categoricamente, cominciano con caratteri coincidenti. Capito? Ciao ciao!

A.A.A. Attenzione, cari lettori. L’introduzione è frutto della fantasia dell’autore dell’intervista… che sarei io. Ai fiorentini dico che Firenze l’è sempre bella anche quando piove (voglio vivere in pace in città almeno fino a laurea conseguita, sì!), a voi dico che Walter Lazzarìn effettivamente l’ho conosciuto in Piazza dei Ciompi, a Firenze, ma che in quell’occasione non gli ho piantato un microfono in bocca: l’intervista, sebbene postuma, è del tutto reale.

Con questo vi saluto.

In fede

Filippo Puddu

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Walter Lazzarin in azione ad Arborea, Sardegna 2016. Foto non casuale: giovani calciatori lettori si confrontano con un calciatore scrittore ormai a fine carriera.

 

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