Libri per chi non ha tempo di leggere – L’amico ritrovato

Io vorrei anche leggere, ma non ho mai tempo”: se questa frase vi rappresenta, avete tutta la mia comprensione. La vita è piena di impegni, il tempo libero è poco e magari in parte volete anche dedicarlo ad amici e famiglia. Chissà, forse c’è stato un tempo in cui leggevate libri da mille pagine come se niente fosse, ma adesso stentate a credere che sia successo davvero. Oppure siete sempre stati lettori occasionali, ma un po’ vi dispiace e vorreste rimediare.

Per tutti voi, ma anche per quelli che semplicemente non hanno voglia di portarsi il tomo di mille pagine in treno o in metropolitana, c’è una buona notizia: il mondo è pieno di libri allo stesso tempo brevi e interessanti. Tra questi, L’amico ritrovato.

 

­­Di cosa stiamo parlando: scritto da Fred Uhlman e pubblicato per la prima volta nel 1971, il romanzo è ambientato nella Germania del 1932 e narra dell’amicizia tra due sedicenni: Hans Schwarz, figlio di un rispettato medico di origini ebraiche, e Konradin Von Hohenfels, rampollo di un’antica e illustre famiglia nobiliare. Entrambi di carattere schivo, i due sviluppano un legame profondo, entrando in sintonia più di quanto siano mai riusciti a fare con qualsiasi altro coetaneo. Parlano di filosofia e di arte, della vita e dell’universo, ma il contesto politico che inizialmente sembra lontano anni luce dalle loro preoccupazioni di adolescenti entra con prepotenza nelle loro vite, le loro famiglie si rivelano troppo diverse e la Storia finisce per allontanarli l’uno dall’altro. Solo dopo trent’anni Hans, che ora vive a New York, scoprirà che fine abbia fatto l’amico di un tempo (ed è questo il ‘ritrovamento’ a cui fa riferimento il titolo).

Anche grazie alla struttura in capitoli molto brevi, il romanzo si legge tutto di un fiato; stilisticamente, funziona meglio nelle descrizioni e nelle narrazioni indirette che nei (pochi) dialoghi, ma questo toglie poco alla piacevolezza complessiva.

È il libro giusto per voi se: vi interessa, prima di tutto, una storia di amicizia e provate empatia per due ragazzini che nonostante la buona condizione sociale faticano a trovare il loro posto nel mondo. Il romanzo ha inoltre il pregio di mostrare una delle pagine più drammatiche del Novecento da un’ottica periferica, attraverso personaggi che fino all’ultimo non colgono l’entità di quello che sta succedendo intorno a loro.

Probabilmente non fa per voi se: preferite i personaggi forti agli adolescenti disagiati e vi irritate facilmente quando i protagonisti non sono abbastanza reattivi.

Menzione speciale “pugno allo stomaco”: il personaggio del padre di Hans, per la naturalezza con cui dà per scontato il suo essere tedesco ed è certo che il nazismo sia un fenomeno temporaneo su cui il buon senso avrà presto la meglio. Convincente al punto di costringere il lettore a interrogarsi sul presente e sul rischio di sottovalutare cose che già stanno accadendo.

Nota importante: se siete di quelli che vanno a leggere l’ultima frase del libro prima di iniziarlo o in un qualsiasi punto intermedio della lettura (sì, esistono), con questo romanzo NON FATELO.

 

Viviana Tenga

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