Libri per chi non ha tempo di leggere – Il Signore delle Mosche

Io vorrei anche leggere, ma non ho mai tempo”: se questa frase vi rappresenta, avete tutta la mia comprensione. La vita è piena di impegni, il tempo libero è poco e magari in parte volete anche dedicarlo ad amici e famiglia. Chissà, forse c’è stato un tempo in cui leggevate libri da mille pagine come se niente fosse, ma adesso stentate a credere che sia successo davvero. Oppure siete sempre stati lettori occasionali, ma un po’ vi dispiace e vorreste rimediare.

Per tutti voi, ma anche per quelli che semplicemente non hanno voglia di portarsi il tomo di mille pagine in treno o in metropolitana, c’è una buona notizia: il mondo è pieno di libri allo stesso tempo brevi e interessanti. Tra questi, Il Signore delle Mosche.

 

Di cosa stiamo parlando: Il Signore delle Mosche è il romanzo di esordio e opera principale di William Golding, pubblicato per la prima volta nel 1954. Narra le vicende di un gruppo di bambini che si ritrovano soli su un’isola del Pacifico, unici sopravvissuti di un incidente aereo.

In apparenza, tutto potrebbe andare per il meglio: l’isola è un luogo felice, ricco di alberi da frutta, i ragazzi riescono a costruirsi dei rifugi e ad accendere un fuoco che faccia da segnale per navi di passaggio.

Fin da subito, però, qualcosa va storto: uno dei bambini più piccoli parla di una “bestia-che-striscia” prima di sparire misteriosamente; un po’ alla volta, terrori irrazionali cominciano a tormentare tutti i membri del gruppo.

Allo stesso tempo, si sviluppa un conflitto per la guida del gruppo. Da una parte Ralph, il ragazzo inizialmente eletto come capo, lotta per rimanere legato alla civiltà, rappresentata dal fuoco che va sempre tenuto acceso; dall’altra Jack, altra figura carismatica, disprezza ogni forma di buon senso, non si cura del fuoco e punta a creare una tribù di cacciatori “selvaggi”.

Man mano che quest’ultimo guadagna popolarità tra i ragazzi, la narrazione assume toni sempre più inquietanti, mentre l’innocenza dell’infanzia lascia il posto ad atti di crudeltà e a un graduale abbandono di ogni regola.

Quello che ne esce fuori è una rappresentazione profondamente pessimista della natura umana: nemmeno bambini innocenti, in un’isola che è quasi un Paradiso terrestre, possono sottrarsi alla forza del Male, a cui il titolo del romanzo fa riferimento (“Signore delle Mosche” è la traduzione letterale di Belzebù, uno dei nomi con cui viene indicato il Diavolo).

È il libro giusto per voi se: può interessarvi un romanzo che esplora in modo interessante dinamiche psicologiche di gruppo e propone riflessioni sul concetto di civiltà e di Male.

Probabilmente non fa per voi se: La prima parte è un po’ lenta, la seconda abbastanza disturbante. Se pensate che una delle due cose possa essere un problema, tenetelo in considerazione. Se cercate una lettura leggera, non è il libro che fa per voi.

Conclusione: A prescindere che siate d’accordo o meno con la visione dell’autore, si tratta senz’altro di un romanzo che fa riflettere, oltre a essere ben scritto e una lettura non leggera ma comunque scorrevole.

 

Viviana Tenga

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