Libri per chi non ha tempo di leggere – Fuga senza fine

Io vorrei anche leggere, ma non ho mai tempo”: se questa frase vi rappresenta, avete tutta la mia comprensione. La vita è piena di impegni, il tempo libero è poco e magari in parte volete anche dedicarlo ad amici e famiglia. Chissà, forse c’è stato un tempo in cui leggevate libri da mille pagine come se niente fosse, ma adesso stentate a credere che sia successo davvero. Oppure siete sempre stati lettori occasionali, ma un po’ vi dispiace e vorreste rimediare.

Per tutti voi, ma anche per quelli che semplicemente non hanno voglia di portarsi il tomo di mille pagine in treno o in metropolitana, c’è una buona notizia: il mondo è pieno di libri allo stesso tempo brevi e interessanti. Tra questi, Fuga senza fine.

 

Di cosa stiamo parlando: Fuga senza fine è un romanzo dell’autore austriaco Joseph Roth, pubblicato per la prima volta nel 1927. Protagonista è Franz Tunda, giovane tenente dell’esercito austroungarico fatto prigioniero dai russi durante la prima guerra mondiale. La storia racconta dieci anni del suo vagare attraverso l’Europa e gli eventi storici: Tunda si trova a condividere la casa con un cacciatore solitario in Siberia, a combattere nella rivoluzione russa, a fare una tranquilla vita da impiegato in una città nel Caucaso, infine a tornare in un’Europa nella cui società non riuscirà più a reinserirsi.

Lungo tutta la narrazione, emerge l’inquietudine esistenziale del protagonista, che si muove seguendo l’impulso del momento, inseguendo amori o ideali che si rivelano ogni volta fugaci e illusori. Franz Tunda è in tutto e per tutto un antieroe, fragile e disilluso. Una volta tornato in Europa, riesce a guardarne la società solo dall’esterno, individuandone con lucidità tutte le contraddizioni e le ipocrisie, ma allo stesso tempo senza sentire suoi i valori di una rivoluzione proletaria in cui ha combattuto più per caso che per convinzione.

È il libro giusto per voi se: cercate una bella prosa, riflessioni sulla società a metà tra l’amaro e il malinconico, provate empatia per figure che faticano a trovare il proprio posto nel mondo.

Probabilmente non fa per voi se: è per voi essenziale avere un protagonista con una personalità forte e volete un buon ritmo della narrazione. Nella prima parte, sia ha l’impressione di troppe cose che succedono in troppo poco spazio, nella seconda la storia si perde spesso in descrizioni e riflessioni. Sconsigliato anche se avete bisogno di storie allegre e di ottimismo.

Conclusione: Il romanzo parla dell’Europa tra il 1916 e il 1926, ma il contesto è davvero poco importante, perché protagonisti non sono gli eventi, ma il modo in cui le persone reagiscono ad essi.

 

Viviana Tenga

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