Pablo – Davide Frate

Pablo

 

Non aveva amici eppure tutti lo conoscevano.

Le sue origini non erano chiare, per quanto ne sapessero gli altri abitanti del villaggio era sempre vissuto lì solo che non partecipava ai momenti di vita collettiva insieme alle altre persone. Non che fosse antipatico, questo no, ma era schivo, evitava quelli che gli sembravano “obblighi interpersonali”, quelli che gli altri chiamano semplicemente “cortesia”.

Era un ragazzo dalla pelle scura e i suoi capelli neri e selvaggi gli scendevano sulla fronte. Mai un barbiere vi aveva appoggiato pettine e forbici per aggiustarli, se li tagliava da solo ogni tanto, quando l’eccessiva lunghezza lo impediva nei movimenti di corsa nel bosco. Tutte le mattine si alzava all’alba, quando ancora tutto il villaggio dormiva il “sonno dei giusti” e il sole era ancora una fioca luce impallidita dalla nebbia, e correva nei boschi per ore e ore, rientrando quando il sole si era alzato e con lui tutti gli altri.

Dopo essersi ricomposto apriva la sua bottega da maniscalco e metteva a disposizione dei vari abitanti per la sistemazione e la riparazione delle varie attrezzature. Non era avido e spesso erano gli stessi abitanti a dovergli allungare qualche soldo in più e nonostante questo mai sul suo viso si accendeva un sorriso o una luce di cortesia. Continuava a rimanere chiuso nel suo piccolo mondo e del resto non gli importava molto.

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