Libri per chi non ha tempo di leggere – Il Risveglio

“Io vorrei anche leggere, ma non ho mai tempo”: se questa frase vi rappresenta, avete tutta la mia comprensione. La vita è piena di impegni, il tempo libero è poco e magari in parte volete anche dedicarlo ad amici e famiglia. Chissà, forse c’è stato un tempo in cui leggevate libri da mille pagine come se niente fosse, ma adesso stentate a credere che sia successo davvero. Oppure siete sempre stati lettori occasionali, ma un po’ vi dispiace e vorreste rimediare.
Per tutti voi, ma anche per quelli che semplicemente non hanno voglia di portarsi il tomo di mille pagine in treno o in metropolitana, c’è una buona notizia: il mondo è pieno di libri allo stesso tempo brevi e interessanti. Tra questi, Il Risveglio.

 

Di cosa stiamo parlando: Pubblicato per la prima volta nel 1899 dall’autrice americana Kate Chopin, Il Risveglio è considerato una delle prime opere femministe.
La storia è quella di una donna, Edna Pontellier, sposata e madre di due bambini, che durante le vacanze estive conosce e si innamora del giovane Robert Leburn. L’amore è però solo una scintilla che fa scattare in lei qualcosa di più profondo: grazie anche al contatto con la natura e al potere catartico della musica di una virtuosa pianista, Edna comincia a sentire dentro di sé il bisogno di una vita più libera e autentica.
Pur senza compiere alcun gesto di ribellione eclatante, Edna inizia man mano a ignorare le piccole regole della società che la vogliono moglie e madre impeccabile, a ritagliarsi sempre più spazio per coltivare la sua passione per la pittura, a cercare una maggiore indipendenza.
Questa trasformazione le conferisce un nuovo fascino agli occhi degli altri, ma la rende anche in qualche modo strana, causando preoccupazione in chi le sta vicino. La situazione si fa più tesa, fino a quando il conflitto diventa insostenibile.
La figura di Robert Leburn, pur ricoprendo un ruolo importante per il finale, rimane in verità marginale; la storia narrata non è una storia d’amore, ma una storia di crescita personale. In questo senso, anche considerare il romanzo come un’opera femminista è in parte riduttivo: la stessa Edna non si vede mai come una donna che si sta emancipando, solo come un essere umano che cerca libertà da vincoli privi di senso.

Punti di forza: il modo in cui il cambiamento di Edna passa attraverso piccoli gesti, guidato non da un ideale, ma solo dall’istinto e dal desiderio di seguire la propria natura.

Punti deboli: il finale non del tutto soddisfacente; un po’ di eccessiva teatralità in alcuni aspetti della storia d’amore.

Conclusione: se visto come un romanzo d’amore, o come un’opera sulla condizione femminile nella New Orleans di fine Ottocento, potrebbe risultare deludente. Come romanzo psicologico, merita decisamente.

 

Viviana Tenga

 

 

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