Intervista a Daniele Picciuti

Abbiamo intervistato Daniele Picciuti, scrittore e protagonista dell’underground della Rete. Per tanto tempo ha vestito i panni dell’Aguzzino Infernale, figura mitologica che ha terrorizzato chi sognava di entrare nel mondo del libro da protagonista. Ma lasciamo pure a lui le presentazioni!

 

Chi è Daniele Picciuti, o dovrei chiedere: chi è L’Aguzzino Infernale?

 

L’Aguzzino Infernale è la parte di me che preferisco. Lui non si fa problemi, dice al prossimo quello che pensa, se può lo circuisce, lo malmena, lo tortura, finanche a trucidarlo.

Okay, mi tolgo la maschera, stavo scherzando. L’Aguzzino Infernale è un mio alter ego che gestiva Minuti Contati diversi anni fa, ma gli ho “dato vita” creando un suo profilo Facebook (sotto la voce Personaggio Inventato). Lì sono raccolte alcune cose riguardanti le mie opere. Gli ho dedicato pure una sezione nel mio sito personale.

Daniele invece c’est moi, uno che fa tante, troppe cose considerando lo scarso tempo a disposizione.

 

Che soddisfazioni ti ha dato la scrittura a oggi?

 

Alcune, diciamo. All’inizio, quando non sapevo nulla del mondo editoriale, avevo grandi ambizioni. Oggi, sapendo come va – male, e molto – ho ridimensionato le mie aspirazioni. Pubblico con editori medio-piccoli, e per ora va bene così. Certo, semmai uscirà l’opportunità di esordire con un grande marchio, non mi tirerò indietro, ma per adesso non mi affanno a raggiungere quest’obiettivo.

Mi piace ricordare la vittoria al Premio Cittadella per la Letteratura Fantasy 2016, grazie al mio fantasy/bizzarro fiction Nero Elfico (Watson Edizioni), probabilmente la cosa più folle che mi sia capitato di scrivere (e ho appena iniziato il seguito).

 

Non solo scrittore, ma anche Presidente dell’Associazione Culturale Nero Cafè, co-responsabile del magazine Knife e del marchio editoriale Nero Press. Parlaci dei tuoi progetti.

 

Sì, questo è ciò che mi occupa più tempo, sottraendo ore necessarie alla scrittura. Knife è purtroppo fermo da tempo. Non abbiamo mai ufficialmente chiuso il magazine perché alcuni di noi (dicendo noi, parlo di me e degli altri membri del direttivo dell’associazione) sperano ancora di riportarlo in auge, mentre altri si sono rassegnati all’idea che è un prodotto troppo di nicchia e il periodo storico non aiuta. I social sono un contenitore molto più appetibile per il pubblico medio, purtroppo. Ma dovremo decidere, prima o poi.

Nero Press invece va avanti, siamo ormai al punto in cui la “macchina” si sostiene da sola, pur non arrivando mai a ripagare economicamente chi ci lavora. Ma puntiamo a resistere, in questo il digitale ci sta aiutando parecchio.

 

Da cosa nasce questo amore per l’horror, il thriller, il fantastico?

 

Classica domanda, classica risposta: Stephen King. Dean Koontz. Peter Straub. Clive Barker. I grandi autori americani degli anni 90. Da lì nasce ogni cosa. Poi la passione si è evoluta, gli orizzonti si sono allargai – neanche troppo – e ho ampliato le letture. Ma ognuno di questi grandi autori ha sfornato romanzi davvero impervi e suggestivi da affrontare.

 

In Italia si legge sempre meno. Secondo le ultime stime quasi il 60% delle persone non ha aperto libro nell’ultimo anno, mentre è poco consolante la situazione tra chi legge: quasi la metà è un lettore debole. L’Internet ha aperto i cancelli anche al libro, agli ebook, e trovare file da scaricare in modo gratuito, più o meno legalmente, è sempre più facile.

In uno scenario come questo, come sopravvive una piccola casa editrice, che si dedica a un genere tanto specifico, come quella che rappresenti?

 

Come dicevo, è difficile. Ma per quanto riguarda Nero Press gli ebook ci hanno favorito molto, permettendoci di produrre più opere, anche di lunghezza ridotta, al prezzo di un caffè. E considerando che ce ne occupiamo noi, senza affidarci a terzi come fanno altri editori, abbattiamo quasi tutti i costi di produzione.

Si sopravvive, punto. Né male né bene. Il concetto stesso di sopravvivenza non implica uno stato particolare se non quello di sopravvissuto. E quanto alle percentuali riguardanti la lettura, in un mondo che va verso la comunicazione visiva, è purtroppo normale che sia così. Ormai tutto è immagine in movimento. Cinema, tv, videogame. Su computer, tablet, cellulare. Il nostro inseparabile cellulare, con cui condividere col mondo noi stessi limitandoci a un semplice click.

Io non sono di quelli cui piace lamentarsi, quasi solo per il gusto di farlo. Ci sono cose che accadono e basta e occorre adeguarsi, poiché lottare controcorrente non ha mai salvato nessuno.

La cosa ardua è capire come.

 

Dove rintracci le principali cause della non-lettura in Italia?

 

Credo di averne appena dette alcune. Poi… beh, perché devi farmi parlare di politica?

 

Hai avuto occasione di collaborare, come singola persona o come rappresentante della casa editrice, a qualche progetto di promozione della lettura?

 

Al momento no, non mi è ancora capitato, sebbene come Associazione vorremmo cimentarci in qualche progetto con le scuole. Purtroppo, anche per questo occorre tempo.

 

Durante l’intervista che ci ha concesso, Maurizio Bertino ti ha nominato come la persona che ha dato vita a Minuti Contati, una vera e propria palestra per aspiranti scrittori. Come è nata l’idea di creare un format che permettesse una tale formazione artistica?

 

Sì, ne parlavo all’inizio di Minuti Contati. Nacque diversi anni fa sul forum della storica Edizioni XII, che oggi non c’è più, ma che all’epoca era fautrice di molti validi concorsi letterari. Chiesi a Daniele Bonfanti, uno dei fondatori dell’associazione: “Perché non pensate a un concorso a tempo?”

Lo chiesi perché pensavo sarebbe stato entusiasmante partecipare a una cosa del genere. La sua risposta mi spiazzò. Mi disse: “Bella idea! Ti va di occupartene?”

Detto, fatto.

 

Aggiornamenti:

Dal tempo dell’intervista la situazione si è evoluta: la brutta notizia è che Knife è stato ufficialmente chiuso, la buona è che il seguito di Nero Elfico è pronto e uscirà il prossimo ottobre!

 

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